01/08/17

NORBERTO BOBBIO



La prima condizione
perché il dialogo sia possibile
è il rispetto reciproco,
che implica il dovere
di comprendere lealmente ciò che l’altro dice

17/07/17

FREDERICK FABER


Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove,
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.

13/06/17

GOOD RIDDANCE



Ossia liberazione!
Questo post nasce dallo stesso seme di tutti gli altri miei post, la voglia di liberazione. Perché vedete cari fratellini io nello scrivere – che ho sempre amato – ho un senso di liberazione, di svuotamento dei pensieri e anche di visione d’insieme, come spiegavo nel post di rientro qualche giorno fa.
Ho sempre scritto qualcosa, poesie, racconti o pensieri. Ho sempre pensato che fosse bello avere un diario ma non ho mai superato qualche giorno di regolarità (strano vero?) e dopo pochi giorni, o al massimo settimane mollavo tutto.
Mentre lo scrivere sporadicamente mi liberava dai miei demoni interiori o semplicemente alleggeriva il mio gulliver da quelle seghe mentali che, ciclicamente, lo mandavano in vacca. E quindi tutte quelle frasi, quei pensieri e poesie che trovate in questo blog sono parte delle mi creazioni, la maggior parte sono fresche di giorni o mesi, poche altre sono state recuperate dal mio quaderno dello scazzo. Questo quaderno ha più pagine strappate che non pagine bianche. Negli anni ho buttato decine e decine di pagine con storie, poesie e frasi e ho tenuto solo quelle che mi piacevano di più, quindi penserete: “Cavoli se ha messo le migliori qui chissà che orripilanti cose ha buttato”.
Pensate che circa una ventina d’anni fa, contestualmente alla diffusione commerciale dei cellulari, mi comprai due moleskine in pelle nera. Uno era dedicato alla trascrizione dei messaggi ricevuti, i più belli e quelli a me cari (a quei tempi non esistevano i web backup dei dati my friend), l’altra era un progetto colossale per me, un’opera omnia della mia esistenza. Ho vomitato lì dentro pagine e pagine di odio, disprezzo e schifo adolescenziale. Riempivo quelle pagine di tutte le mie più recondite paure, forse è stato il momento in cui mi sia messo più a nudo in vita mia. Raggiungendo livelli di intimità spaventosa, penso sia meglio eliminare scrupolosamente quell’artefatto pericoloso, ho racchiuso lì dentro il mio puro IO senza filtri e senza censure come non ho mai fatto in nessun altro racconto ne raccontato a qualcuno (questo sino a qualche mese fa).
Eh niente! Dopo questo progetto ho continuato a scrivere così come veniva, passando da mesi e mesi di sterilità a qualche giorno consecutivo di fervore narrativo dove riversavo sui fogli fiumi di parole.
Poi Han mi fece conoscere i blog, prima Rrobe, poi Zerocalcare poi ci fù una specie di esplosione e intorno a me tutti avevano un blog, così anche io mi ci ritrovai immischiato. Allora ero seguito dai miei amici e da qualche internauta vagabondo che mi seguiva non so bene perché, esisteranno miliardi di blog interessantissimi. E ora a distanza di 5 anni rieccomi qui con una nuova esplosione di verve, un bisogno impellente di esternare nel web i miei pensieri. Cosa ci sarà di diverso stavolta? Praticamente nulla tranne un piccolo particolare. Come già ripetuto, sino alla nausea, la mia vena è destinata ad esaurirsi ma prima che ciò succeda ho la possibilità di scrivere ancora più libero del solito, perché questo blog è stato dichiarato morto anni fa. Dopo qualche mese di inattività i pochi aficionados si saranno stufati di entrare nel mio blog. Ho notato che alcuni blog che seguivo non sono più sul web, sicuramente è passato troppo tempo e sono stati cancellati.  Vedasi il blog di Han, quindi, essendo stato dichiarato morto anni fa, oramai nessuno si prenderà la briga di entrare e controllare, anzi nemmeno se lo ricorderanno più. Poi non so se a chi era un mio follower (minchia sembro anche importante) gli arrivi una notifica di pubblicazione, sinceramente spero di no :-P.
Liberato di quest’altro pensiero mi sento letteralmente più leggero. Il mio  gulliver può continuare a librarsi nei suoi spazi libero e tranquillo senza i brutti e cattivi mumble-mumble.

E per stare in tema gustatevi questo:
Right right fratellini